Tutto quello che c’è da sapere sulla legalità dei poppers in Spagna: cosa dice la legge

I poppers circolano liberamente nei sex shop e in alcuni negozi online spagnoli, ma il loro status giuridico rimane ambiguo. La Spagna non li ha mai classificati tra le sostanze stupefacenti e nessuna legge nazionale li vieta esplicitamente. Tuttavia, questa assenza di divieto formale non significa che il prodotto operi in un contesto perfettamente definito. La questione richiede una risposta più sfumata di un semplice sì o no.

Nitriti di alchile e regolamento CLP: il vuoto giuridico spagnolo

I poppers raggruppano diversi composti chimici, tutti derivati dai nitriti di alchile (amile, propile, pentile, butile). In Spagna, nessuno di questi composti figura nell’elenco delle sostanze controllate dalla legislazione sulle droghe. Il prodotto non è quindi assimilato a una droga in senso penale.

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La regolamentazione applicabile rientra nel diritto europeo dei prodotti chimici. Il regolamento CLP (Classificazione, Etichettatura, Imballaggio), direttamente applicabile in tutti gli Stati membri, impone un’etichettatura conforme per ogni sostanza pericolosa immessa sul mercato. I nitriti di alchile rientrano in questa categoria a causa della loro tossicità per inalazione e del loro carattere ossidante.

La maggior parte delle bottiglie vendute in Spagna riporta la dicitura “room odorizer” o “leather cleaner”, etichettature che consentono di eludere qualsiasi classificazione come prodotto per uso umano. Questo dirottamento crea una zona grigia in cui il prodotto è legalmente commercializzato come sostanza chimica domestica, mentre il suo uso ricreativo è di pubblico dominio.

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Per comprendere meglio le sottigliezze di questa situazione, un dossier dettagliato spiega se il poppers è legale in Spagna in base alle diverse normative applicabili.

Giovane uomo che consulta documenti giuridici sulla regolamentazione spagnola riguardante i poppers

Comunità autonome spagnole e politica di riduzione dei rischi

La Spagna funziona con un sistema di comunità autonome che hanno ampie competenze in materia di salute pubblica. Dal 2022-2023, diverse comunità autonome (Catalogna, Madrid, Comunità Valenciana) hanno integrato i nitriti di alchile nelle loro campagne di riduzione dei rischi in contesti festivi. Il Servicio Catalán de Salud, nel suo programma sulle sostanze psicoattive emergenti in contesti notturni, tratta ora i poppers come una sostanza da monitorare.

Questo approccio non implica il divieto del prodotto. Lo colloca nella stessa categoria di altre sostanze psicoattive emergenti, con manifesti, volantini e formazioni destinate ai team di prevenzione in discoteche e festival. L’idea è di informare gli utenti piuttosto che reprimere.

Al contrario, questo trattamento sanitario regionale contrasta con l’assenza di una posizione chiara da parte del governo centrale. Non esiste una direttiva nazionale armonizzata sui poppers, il che crea disparità da un territorio all’altro.

Lavori dell’ECHA sui nitriti di alchile: cosa potrebbe cambiare

Al di là della Spagna, il quadro europeo potrebbe evolvere. L’Agenzia europea dei prodotti chimici (ECHA) ha lanciato nel 2023 un appello a contributi (call for evidence) specificamente sui nitriti alifatici utilizzati come droghe ricreative. Questo dossier di consultazione, ancora in corso, menziona esplicitamente l’uso ricreativo e non solo l’uso industriale.

Se questi lavori portassero a un rafforzamento delle restrizioni REACH, l’impatto sarebbe diretto per la Spagna. I regolamenti europei in materia di prodotti chimici si applicano senza trasposizione. Una restrizione REACH sui nitriti di alchile venduti al pubblico renderebbe la loro commercializzazione illegale in tutta l’Unione, compresi i paesi che, come la Spagna, non hanno mai legiferato a livello nazionale.

I dati disponibili non consentono di concludere sul calendario né sull’esito di questi lavori. L’ECHA segue un processo consultivo lungo e le restrizioni REACH richiedono generalmente diversi anni per entrare in vigore dopo la fase di valutazione.

Ciò che le piattaforme di vendita online hanno già anticipato

Senzo aspettare una possibile restrizione europea, diverse marketplace spagnole applicano dal 2022 politiche interne più rigorose della legge. Non appena un prodotto contenente nitriti di alchile è associato a un uso ricreativo (nella sua descrizione, nei suoi visual o nelle sue parole chiave), queste piattaforme lo rimuovono dalla vendita.

Questa autoregolamentazione riflette un crescente scollamento tra la tolleranza giuridica e la percezione del rischio da parte degli attori commerciali. I venditori specializzati (sex shop fisici, negozi online dedicati) rimangono i principali canali di distribuzione.

Vetrina di una farmacia spagnola a Barcellona che illustra il quadro legale di vendita dei poppers in Spagna

Poppers in Spagna e confronto con la legislazione francese

La Francia ha avuto un percorso giuridico movimentato su questo tema. Dopo un divieto nel 2011, il Consiglio di Stato ha annullato il decreto e i poppers sono tornati legali nel 2013. Oggi, i poppers sono legali in Francia per i maggiorenni, con restrizioni su alcune molecole come il nitrito di butile.

La Spagna non ha mai attraversato questo tipo di sequenza legislativa. Il prodotto non essendo mai stato vietato, non è mai stato esplicitamente autorizzato. Questa differenza di traiettoria spiega perché la situazione spagnola sembri più permissiva in superficie, mentre si basa semplicemente su un’assenza di un quadro dedicato.

Alcuni punti di confronto permettono di situare i due approcci:

  • In Francia, la vendita ai minorenni è esplicitamente vietata. In Spagna, non esiste alcuna disposizione specifica che riguardi i minorenni per questo prodotto, anche se il diritto generale di protezione dell’infanzia può applicarsi.
  • La Francia regola le molecole autorizzate (il nitrito di amile e il nitrito di propile sono i più comuni sul mercato). La Spagna non distingue i diversi tipi di nitriti nella sua regolamentazione.
  • Entrambi i paesi sono soggetti alle stesse obbligazioni europee in materia di etichettatura CLP e di restrizioni REACH.

Il quadro spagnolo si basa quindi su una tolleranza di fatto, non su un’autorizzazione costruita. Se i lavori dell’ECHA portassero a una restrizione, la Spagna e la Francia sarebbero colpite allo stesso modo, ma la Spagna partirebbe da un vuoto normativo più difficile da adattare.

La situazione attuale rimane quella di un prodotto in vendita libera, commercializzato sotto denominazioni dirottate, in un paese che non ha né vietato né regolato il suo uso ricreativo. Il vuoto giuridico spagnolo potrebbe dissiparsi dall’alto, tramite Bruxelles, piuttosto che attraverso un’iniziativa nazionale.