Divorzio: scopri i passaggi essenziali per affrontare serenamente la tua procedura

Un divorzio in Francia si basa su un quadro giuridico preciso, modificato in profondità dalla riforma entrata in vigore il 1° settembre 2020. Questa riforma, derivante dalla legge del 23 marzo 2019, ha eliminato la precedente fase di conciliazione nei divorzi contenziosi e ha istituito un’udienza unica di orientamento e su misure provvisorie. Comprendere questo nuovo funzionamento consente di affrontare ogni fase della procedura con un dossier solido fin dall’inizio.

Udienza di orientamento: cosa è cambiato dalla riforma del divorzio

Prima di settembre 2020, il divorzio contenzioso comprendeva due grandi fasi giudiziarie distinte. Il coniuge richiedente presentava prima una richiesta, poi si svolgeva un’udienza di conciliazione, spesso diversi mesi dopo. Se la conciliazione falliva, un’assegnazione dava avvio alla seconda fase, quella del giudizio.

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Questo meccanismo in due tempi è scomparso. Ora, l’assegnazione in divorzio sostituisce la richiesta iniziale e si rivolge direttamente al giudice. L’udienza di orientamento, che si tiene dopo questa assegnazione, serve a fissare le misure provvisorie (residenza dei bambini, alimenti, godimento dell’abitazione) e a organizzare il prosieguo della procedura.

La conseguenza diretta per i coniugi è che è necessario arrivare preparati fin da questa prima udienza, con tutti i documenti giustificativi. Non c’è più un “giro di riscaldamento” davanti al giudice. Un dossier incompleto a questo stadio può comportare misure provvisorie sfavorevoli, difficili da correggere in seguito. Per ritrovare le fasi su Cap Famille, ogni fase è dettagliata nell’ordine cronologico applicabile dalla riforma.

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Divorzio amichevole o contenzioso: scegliere la procedura giusta

La scelta tra divorzio per consenso reciproco e divorzio contenzioso condiziona la durata, il costo e il livello di conflitto dell’intera procedura. Questa scelta avviene in anticipo, idealmente durante la prima consulenza con un avvocato.

Coppia in fase di mediazione del divorzio in uno studio legale con un mediatore sullo sfondo

Consenso reciproco senza giudice

Dal 2017, i coniugi che concordano su tutte le conseguenze della separazione possono divorziare senza dover comparire davanti a un tribunale. Ogni coniuge incarica il proprio avvocato, viene redatto un accordo, poi depositato presso un notaio. Il termine di riflessione obbligatorio è di quindici giorni dopo la ricezione del progetto di accordo da parte di ciascuna parte.

Questa via è inaccessibile quando un bambino minorenne chiede di essere ascoltato dal giudice. In tal caso, il dossier passa automaticamente a una procedura giudiziaria.

Divorzio contenzioso

Quando i coniugi non concordano sul principio del divorzio o sulle sue conseguenze, esistono tre forme contenziose:

  • Il divorzio per accettazione del principio della rottura, in cui entrambi i coniugi riconoscono che il matrimonio è finito ma divergono sulle modalità (custodia, divisione dei beni, prestazione compensativa).
  • Il divorzio per alterazione definitiva del legame coniugale, basato su una separazione di fatto di almeno un anno alla data dell’assegnazione.
  • Il divorzio per colpa, riservato alle situazioni in cui uno dei coniugi invoca una violazione grave dei doveri coniugali, con prove a sostegno.

Il tipo di procedura influisce direttamente sulla durata. Un consenso reciproco si conclude in poche settimane a pochi mesi. Un divorzio per colpa può estendersi per diversi anni.

Divisione dei beni immobili: il punto di blocco frequente

La liquidazione del regime matrimoniale costituisce spesso la fase più lunga del divorzio, ancor più della procedura giudiziaria stessa. Quando la coppia possiede un bene immobile in comunione o tramite una SCI, la divisione può diventare più conflittuale del divorzio stesso.

I notai raccomandano da diversi anni di avviare la redazione di un progetto di atto di divisione o di una convenzione di comunione sin dall’inizio della procedura di divorzio. Aspettare la sentenza definitiva per occuparsi del patrimonio immobiliare allunga meccanicamente i tempi e mantiene gli ex coniugi in una situazione di interdipendenza finanziaria.

Tre opzioni si presentano per un bene comune:

  • La vendita del bene e la divisione del prezzo, soluzione più semplice ma soggetta al mercato.
  • Il riacquisto della quota dell’altro coniuge da parte di uno di essi, il che presuppone una capacità di indebitamento sufficiente e una valutazione contraddittoria del bene.
  • Il mantenimento in comunione, regolato da una convenzione che fissa le spese e la durata, spesso utilizzato quando dei bambini occupano l’abitazione.

Uomo pensieroso seduto su una panchina di un parco con un documento legato a una procedura di divorzio

Mediatore familiare prima del giudice: una fase diventata quasi sistematica

Dal 2022, diversi ordini degli avvocati (Parigi, Lione, Lille) raccomandano fortemente la mediazione familiare o la procedura partecipativa prima di qualsiasi richiesta al giudice. Nei divorzi che coinvolgono bambini, alcuni tribunali rimandano sistematicamente i coniugi a una sessione informativa sulla mediazione.

La mediazione non sostituisce la procedura giudiziaria. Mira a ridurre il numero di punti di disaccordo sottoposti al giudice. Una coppia che risolve la questione della residenza dei bambini e degli alimenti in mediazione deve solo sottoporre i punti rimanenti al tribunale, il che abbrevia l’udienza e il termine di giudizio.

Il mediatore familiare è un professionista laureato, distinto dall’avvocato. Il suo ruolo è facilitare il dialogo, non decidere. Il costo della mediazione è calcolato in base ai redditi di ciascun coniuge, con una tariffa nazionale fissata dalla Cassa di previdenza sociale.

Questa fase modifica concretamente il percorso del divorzio: un coniuge che rifiuta di presentarsi alla sessione informativa rischia che il giudice ne tenga conto nella valutazione del dossier, senza che ciò costituisca una sanzione formale.

La procedura di divorzio in Francia combina ora passaggi obbligatori davanti a un avvocato, a volte un mediatore, un notaio per il consenso reciproco o la divisione immobiliare, e un giudice per i casi contenziosi. Preparare il proprio dossier completo prima della prima udienza rimane il fattore che riduce maggiormente i tempi e i costi, indipendentemente dal tipo di divorzio scelto.